STORIA DI CASSIBILE



                 Cassibile quartiere di Siracusa, sorge  su un territorio pianeggiante a circa 15 km da Siracusa e a 9km da Avola lungo la statale 115. E’ un piccolo paese (“U Paeseddu”) che oggi conta circa 6000 abitanti.

                  Incerte sono le origini del nome “Cassibile”, alcuni studiosi le fanno risalire alla voce araba Cassah, che indicava fra Cassibile e Avola. Altri, invece, fanno derivare il nome dal greco Kakiparis, nome assunto dal comprensorio dopo l’espansione dei Corinzi dalla non lontana Ortigia. Secondo altri potrebbe derivare dal termine arabo “Chec Cabir”con il quale si voleva sottotitolare la vasta foce in qui sbocca il fiume.

                  I primi insediamenti nel territorio di Cassibile risalgono all’età del bronzo tra il IX e l’VIII secolo avanti Cristo, come testimonia il ritrovamento di una delle necropoli più importanti della Sicilia, seconda solo a quella di Pantalica, scavata dai Siculi nelle balze rocciose solcate dal fiume Cassibile. I Siculi erano una popolazione indoeuropea che nel 1050 avanti Cristo, secondo Tucidide, attraverso lo stretto di Messina, si stabilirono nella Sicilia  orientale, costringendo i Sicani a spostarsi nella parte occidentali. I Siculi erano agricoltori lavoravano la ceramica, avevano vari centri religiosi e intese rapporti commerciali con Fenici, Cretesi e Micenei, che portavano alle popolazioni dell’isola i metalli che qui mancavano. I Siculi di Cassibile probabilmente avevano costruito la propria città sulle cresta rocciose sovrastanti la necropoli.

                  Si presume che le loro capanne di paglia fossero situate fra le cave di Mola, Spineta  e Sant’Anna e che quelle dei loro capi fossero invece poste su un punto più alto il Cugno Mola. Il piano sottostante offriva pascoli e grano ai primitivi abitanti. Le vicende storiche, successive all’estinzione dei siculi nelle terre  del Cassibile, risalgono all’espansione dei Corinzi di Ortigia che, nella necessità di conquistare terre, le occuparono distruggendo la vecchia roccaforte Sicula. Se escludiamo il 1093, anno in cui Cassibile viene ricordata in una bolla di Urbano II e successivamente per l’insediamento dei Borboni in questi territori, le notizie successive che si hanno, riguardano esclusivamente il feudo e i numerosi passaggi di proprietà in seguito a concessioni di Sovrani o a lotte tra grandi famiglie. Nel 1319 il feudo di Cassibile venne concesso a Giacomo d’Arezzo che fece costruire un castello sul punto più alto del feudo chiamato “la Mola”

                  Per difendere il territorio. Nel 1368 il feudo passa alla famiglia Alagona ed in seguito Iacopo d’Arezzo.

                  Successivamente passa ai Lanza  e poi ai Branciforte fino al  1797, anno in cui Ferdinando I di Borbone lo concede  a Silvestro della famiglia messinese dei Loffredo.

                  Nel 1850 Silvestro iniziò la costruzione dell’antica  borgata rurale  di Cassibile. Le prime cose furono costruite lungo la strada che collega Siracusa ad Avola e Noto. Morto Silvestro, la sua opera fu continuata dal figlio Gaetano I che completò la costruzione della borgata facendo costruire 99 case, e non di più, per evitare di pagare tributi. A Gaetano I successe Gaetano II e poi ancora la nipote Maria Emanuela Puleyo.

                  Intorno al 1930 diversi Cassibilesi, spinti dal desiderio di avere una casa propria acquistarono, circa 500 metri a nord della vecchia borgata, dei piccoli stacchi di terreno dove poter costruire. Sorse così un agglomerato al centro del quale, su un terreno donato dalla baronessa Picone Demetra Magnano di San Lio, fu costruita la piccola chiesa di San Giuseppe. In quel periodo proprietari terrieri davano lavoro ai Cassibilesi : la marchesa Puleyo e il barone San Lio. Si lavorava principalmente nei campi, ma cerano anche delle cave da dove si ricavava la pietra. In quegli anni le vie erano illuminate dai lumi a petrolio in quanto mancava l’energia elettrica, erogata soltanto nel 1951.

                  L’ultimo evento importante da segnalare nella storia di Cassibile e l’armistizio che fu firmato il 3 settembre 1943 in contrada santa Teresa Longarini.

                  Oggi Cassibile è un paese in via di espansione da circa 500 abitanti censiti negli anni 50 si è passati ai circa 6000 odierni, grazie al richiamo che ha avuto questo centro per le varie famiglie che da Avola, Siracusa, Canicattini e dalla provincia di Messina si sono stabilite qui per svolgere la propria attività di coltivatori nelle fertili campagne circostanti e di impachettamento di prodotti agricoli nei vari magazzini disseminati intorno al paese.

                  In questi ultimi anni hanno inoltre contribuito all’incremento demografico tante famiglie di extracomunitarie, che prestano al loro opera nella proprietà del marchese Gutkowoski Puleyo Loffredo Silvestro, attuale erede della proprietà che si estende tra i confini di Noto, il fiume Cassibile e la frazione omonima.